AMBULATORIO ANGIOLOGICO

Responsabile del Servizio Angiologico è il Dott. Pietro Miraglia.

L’Angiologia è quella branca della medicina che studia l’anatomia e le patologie che colpiscono i vasi sanguigni arteriosi, venosi e linfatici .
Previa visita medica e con l’ausilio della diagnostica vascolare è possibile indagare le patologie a carico delle arterie sia di tipo ostruttivo (AOP) che dilatativo (aneurismi).
Si ricorda che L’arteriopatia ostruttiva periferica (AOP) su base aterosclerotica è una patologia particolarmente diffusa nei pazienti con fattori di rischio cardiovascolare. Colpisce il 12 % della popolazione adulta e il 20% di quella
con più di 70 anni ed è associata ad elevata morbilità e mortalità cardiovascolare e cerebrovascolare, con un rischio di morte 6 volte superiore rispetto a quello della popolazione senza AOP. Fin dall’inizio dell’attività, l’Angiologia sì è
occupata del paziente arteriopatico nei vari stadi clinici della malattia, ponendo attenzione non solo alla preparazione ed al follow-up dei paziente sottoposti ad  ntervento di rivascolarizzazione (chirurgica od endovascolare), ma anche alla  estione del paziente ancora asintomatico o paucisintomatico (a tal proposito
particolare attenzione è riservata ai pazienti affetti da malattia diabetica) con l’obiettivo di:
• migliorare la prognosi riguardo al suo rischio cardiovascolare mediante un attento controllo dei fattori di rischio;
• migliorare la prognosi correlata alla progressione della malattia e alle possibili complicanze “locali” (amputazioni minori o maggiori);
• migliorare complessivamente la qualità di vita tenendo conto delle sue necessità ed aspettative.
Per quanto riguarda la patologia dilatativa nella maggior parte dei casi, sia per la frequenza che per la gravità ci si riferisce all’aneurisma dell’aorta addominale (ma tale patologia può interessare anche altri distretti).
Nove volte su 10 l’aneurisma dell’aorta addominale (che consiste in una dilatazione patologica permanente del vaso arterioso più grande del corpo umano ) è in posizione sottorenale. La prevalenza varia a seconda dell’età, il sesso, la
storia familiare, il fumo di sigaretta: dall’1,5% nei maschi tra i 45 ed i 54 anni a circa il 13% negli uomini dopo i 75 anni e fino agli 85. Ad essere meno colpite, invece, sono le donne.
La causa alla base della formazione degli aneurismi addominali non è conosciuta, mentre sono stati chiariti i fattori di rischio che possono contribuire alla sua comparsa: l’aterosclerosi, la razza (è più frequente nelle persone di carnagione bianca), la familiarità, l’ipertensione arteriosa, il consumo di tabacco, i traumi, le patologie del tessuto connettivo determinanti l’indebolimento della parete aortica.
La malattia aterosclerotica agisce alterando l’elasticità della struttura arteriosa a tal punto da renderla deformabile sotto la spinta della pressione sanguigna. Il risultato è la progressiva dilatazione dell’aorta, processo purtroppo irreversibile. La rottura della dilatazione (aneurisma) è la conseguenza più drammatica a cui può andare incontro un paziente se non trattato in modo adeguato e tempestivo: circa il 50% dei malati muore prima di essere soccorso da un centro medico specializzato a causa del massiccio sanguinamento addominale.